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Negli anni ‘60, in Italia, “correvano tempi di una scienza ufficiale che non consentiva molto spazio alle tecniche della psicoterapia ipnotica, considerate ai limiti delle sanzioni morali”, ebbe a scrivere Gastone Benatti.
In quel clima—era l’anno 1965—si costituì a Verona, la società medica “Centro Studi di Ipnosi Clinica”. Il merito fu di Gualtiero Guantieri (1927 — 1994) e di pochi altri soci fondatori, tra i quali il Benatti citato, Angelico Brugnoli, Bruno Caldironi, Walter De Stavola, Werter Ferioli, Piero Parietti.
Loris Premuda — altro del gruppo—poté descrivere quell’insieme, ritenuto pregiudizialmente un po’ deviante e trasgressivo, come “cooperativa di medici ardenti e volonterosi che si incontravano in riunioni che sapevano … di ‘Carboneria’”.
Lo stesso Guantieri — relativamente alle origini del Centro ebbe a ricordare come esso fosse ospitato, in un primo momento della sua esistenza, presso il Museo di Scienze Naturali di Verona, a dimostrazione—egli sostenne—di una diffidenza degli ambienti medici psicologici ufficiali nell’accettare l’idea dell’ipnosi. Secondo lui, l’ipnosi, a Verona, in quel modo, veniva metaforicamente collocata come patrimonio di un “Homo Hypnologicus”, ad un primo stadio di una scienza erroneamente ritenuta ancora troppo intrisa di magia e di elementi prescientifici. Il successivo “anello evolutivo”—ci racconta l’Autore—ebbe concreta attuazione simbolica con l’approdo del Centro presso la sede dell’Ordine dei Medici e poi con l’accoglienza presso l’Università degli Studi di Verona, “fino al passaggio fondamentale” che vi fu, quello di riconoscere, relativamente alla formazione degli ipnologi, “la necessità di entrare nelle dinamiche individuali di gruppo mediante corsi residenziali”
Da allora è trascorso ormai mezzo secolo: il “Centro”, acquisendo conoscenze ed esperienza, moltiplicò i suoi soci e divenne, nel 1994, “Istituto Italiano”.
Il suo orientamento si connotò sempre più di specificità scientifica originale ed incontrò progressivo consenso nazionale e internazionale in ambiti accademici e sanitari ampi.
La produzione culturale ipnologia dell’Istituto, attraverso la ricerca e l’impegno formativo, ha trovato ampia diffusione, mediante:
Corsi Propedeutici, di Base, Avanzati di Ipnosi Clinica, di Specializzazione (Master) in Ipnosi riservati a Psicoterapeuti, Medici, Psicologi, Odontoiatri (un’edizione di quest’ultimo Corso è in programmazione per gli anni accademici 2010/2011), nonché promuovendo (2002) l’istituzione di una Scuola—autonoma dall’Istituto — di Psicoterapia Psicosintetica ed Ipnosi Ericksoniana, pure denominata “Bernheim”. Molte attività formative dunque; esse hanno ottenuto, di volta in volta, occasionalmente o stabilmente, patrocini o riconoscimenti dei Ministeri della Sanità e della Pubblica Istruzione, della Regione Veneto, della Cattedra di Anestesiologia e Rianimazione dell’Università di Verona, del Comando Servizi Sanitari della Regione Militare Nord–Est Italiana;
la pubblicazione di innumerevoli articoli e saggi scientifici apparsi su riviste dello stesso Istituto (il periodico quadrimestrale attuale è denominato “Hacta Hipnologica”), di altre organizzazioni medico — ipnologiche nazionali e mondiali, o éditi da specialisti del settore;
l’organizzazione diretta di moltissime Conferenze, Convegni, Congressi, (tra tutti, emblematici, ricordiamo il “Convegno Nazionale sul Ruolo e il Contributo dell’Ipnosi nelle Istituzioni” del 1995, ed il “Third Congress of Hipnosis in Psychotherapy and Psychosomatic Medicine” del 2003), e la partecipazione attiva a moltissimi meeting professionali nazionali ed internazionali aventi per oggetto l’Ipnosi e la Medicina Psicosomatica (tra questi, merita risalto il XX Congresso della Società Italiana di Medicina Psicosomatica — SIMP—del 2005, che fu dedicato a Gualtiero Guantieri).
Dicevamo della denominazione “Bernheim” dell’Istituto: fu un’idea di Guantieri, di rendere omaggio a Hippolyte Bernheim (1840—1919), medico e neurologo francese, fondatore di una Scuola, a Nancy, attiva all’inizio del novecento, cui la storia dell’ipnologia riconosce fondamentali contributi allo sviluppo degli studi sull’ipnosi, la suggestione e la psicoterapia dinamica, in particolare, relativamente alle teorizzazioni originarie circa quel peculiare rapporto interpersonale che, mediante l’ipnosi, si stabilisce tra medico e paziente, in grado di aprire alla profondità di una cura che sonda dimensioni, (ancorché somatiche), colme di connotazioni psichiche e relazionali, preconosce ed inconsce della personalità sofferente.
Istituto “Bernheim” e Gultiero Guantieri, dunque: l’essenza di un’istituzione scientifica inconfondibilmente delineata e caratterizzata dall’impronta del suo Maestro—ovviamente integrata da collaboratori e adepti che hanno saputo stimare e ammirare il Caposcuola — che rappresenta e costituisce una realtà forte, incisiva, della moderna Ipnologia.
Specificamente, Guantieri e il suo gruppo elaborarono un’Epistemologia dell’Ipnologia con precise attenzioni storiche e scientifiche pluridisciplinari, cuì si raccordano coerenti modalità cliniche e didattiche.
La loro fu un’ispirazione scientifica che volle “definire la possibile genesi, l’essenza e la dinamica dell’ipnosi” per indicarne le importanti prospettive d’impiego.
Quell’idea intese delineare il concetto di ipnosi:
Quell’approccio all’ipnosi doveva attuarsi mediante un orientamento dinamico e psicosomatista, perché “l’ipnosi coinvolge l’essere umano nella sua totalità, inteso anche il contesto sociale” sostenne Guantieri. L’idea–guida fu di apprezzare tutti i possibili indirizzi scientifici, pur tenendo conto di contrasti ricorrenti, soprattutto al fine di considerare la suscettibilità della loro reciproca integrazione, anche criticando i limiti di un’impostazione di una filosofia della ricerca, altra, già affermatasi precedentemente in medicina, i cui princìpi risultavano assolutamente insufficienti allo studio e alla comprensione dei fenomeni ipnotici, secondo l’Autore. L’ipnologia di Guantieri e del suo Istituto fu dunque di apertura, prudente e costruttiva, verso le frontiere ultime del sapere. “Si tratta di rivendicare all’uomo di fronte alla scienza—sono parole sue—la concretezza ed il significato dei vissuti, senza coltivare l’illusione impoverente di poter cancellare, in virtù del pretesto di una loro non adattabilità a calcoli matematici [tutto quanto non sia organico, o] riducibile a statistica”. Ed egli, sulla relazione interpersonale ipnotica, rivendicò una posizione ispirata ad un “retaggio di una tradizione europea, un sapere in cui gli studi umanistici, fenomenologici ed esistenzialialistici, oltre quelli psicoanalitici, hanno lasciato una profonda, ricchissima, impronta”. Così egli—predispose un “piano complessivo di edificazione dell’ipnosi italiana, su di “uno sfondo scientifico e culturale in cui il “Bernheim” fosse protagonista, caratterizzandosi secondo determinati, essenziali punti:
Ecco allora il Maestro: egli avvertiva, accanto all’esigenza della ricerca, la necessità parallela di diffondere coerentemente il sapere che si stava acquisendo. Per Guantieri, gli interrogativi di fondo dell’ipnologia erano quelli che si pongono anche nell’ambito della formazione: era, per lui, lo stesso percorso, ove rilevante era (ed è) l’aspetto processuale di un apprendimento efficace che si costruisce, con il training, nell’ambito dello studio e dell’esperienza viva e vissuta della condizione ipnotica, con attenzione alla complessità dello stare insieme ipnotico, dalla cui comprensione e padronanza dipendono un’efficace e corretta applicazione dell’ipnosi medesima.
La sua metodica formativa, era attenta alla specificità di ciascun allievo, ravvicinata, empatica, convincente, accogliente. Egli sosteneva come l’ipnologo, dovesse essere, con la propria persona e condotta, “agente terapeutico”, maestro di vita vorremmo affermare. Egli incoraggiava atteggiamenti favorevoli alle esperienze formative, informando, motivando, orientando, indicando come l’uso adeguato della parola rimanesse centrale. Egli desiderava facilitare la collaborazione, evitando dipendenze e cercando di ottenere (mediante esperienze ipnotiche vissute possibilmente in uno stato di benessere, sicurezza, efficienza) auto–comprensione, rafforzamento della personalità, autonomia,crescita personale. Lo stimolo per lo studio e l’approfondimento dell’ipnologia, per Guantieri erano, più che una necessità, una naturale conseguenza di questo modo speciale di intendere la Scuola di Ipnologia.
Una Scuola che fosse — prima di tutto — una autentica comunità di uomini veri.